Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 per Game Boy Advance

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Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 per Game Boy Advance

La copertina del videogioco di Dragon Ball The Legacy of Goku 2 in versione americana originale!

La copertina del gioco di Dragon Ball The Legacy of Goku 2 nella sua versione europea uscita qualche mese dopo.


0 - Introduzione
1 - Storia
2 - Controlli
3 - Compartimento grafico
4 - Compartimento sonoro
5 - Giocabilità
6 - Longevità
7 - Considerazioni finali
8 - Trucchi e segreti
9 - Combattere contro Cooler
10 - Sbloccare il personaggio segreto
11 - Ottenere tutti i Trofei dei Personaggi
12 - Sbloccare il finale alternativo
13 - Luoghi dei Tornei
14 - Trucchi basati sui Bug
15 - Auto carica
16 - Oggetti curativi infiniti
17 - Strani Level Up

Introduzione

Giudicato da molti semplicemente uno dei migliori giochi di ruolo in giro per Game Boy Advance, una console che ha saputo regalarci grosse emozioni, ma che di certo non è esente da infiniti limiti tecnici, questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 si presenta al grande pubblico come un prodotto del tutto nuovo e che permette di dare una ventata di aria fresca al panorama dei giochi di ruolo in stile occidentale, che poi di occidentale, intendiamoci… questo gioco ha veramente poco. Come avevamo fatto nella recensione di Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1, la stessa cosa la facciamo anche qui… non è nostra intenzione limitarci a dire che questo gioco sia un gioco di ruolo occidentale… è vero: è stato prodotto e distribuito in America, ma questo non toglie il fatto che comunque sia sia stato creato con una impronta prettamente orientale tanto che alla fine ci siamo decisi a intenderlo come un J R P G di tutto rispetto in quanto esso stesso segue dei canoni ben precisi che non devono assolutamente passare inosservati. Comunque sia, tornando a noi, va detto che Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 di certo non è uscito fuori da una situazione generale molto favorevole.

La copertina di Dragon Ball The Legacy of Goku 2 nella versione nipponica uscita grazie al successo americano!

Purtroppo tale titolo, di fatti, era una sorta di figlio di una saga appena nata e concepita dalla Web Foot, nota società Americana che è ha fatto la storia dei giochi per computer presentando al grande pubblico i primissimi titoli in tre dimensioni nei quali veniva sviluppata la primissima grafica in tre dimensioni, che abbiamo già recensito in precedenza. Tale saga si chiamava e si chiama ancora Dragon Ball Z The Legacy of Goku e doveva diventare una specie di Final Fantasy dei giochi di ruolo dedicati al magico mondo di Dragon Ball, una saga, cioè, di ampio respiro che sarebbe passata prima per Game Boy Advance e poi si sarebbe trasferita sulle altre console fisse. Purtroppo, però, tutto ciò non avvenne affatto ed il risultato fu che alla fin fine di non so quanti capitoli progettati e pensati per questo anime ne uscirono solo tre, di cui solo due portarono il titolo di Dragon Ball Z The Legacy of Goku in quanto il terzo capitolo si chiamò Dragon Ball Z Buu’ s Fury. Nonostante la Web Foot avesse cambiato il nome a questo capitolo il pubblico non era certo stupido e comprese perfettamente ed in pochissimo tempo ciò che era veramente quel prodotto. Dei tre capitoli, insomma, uno fu un titolo piuttosto mediocre che fu in grado di regalare solo un po’ di ore di allegria e di sano divertimento unicamente a i fan sfegatati della serie, mentre tutti gli altri rimasero del tutto scioccati per la pessima riuscita del gioco, mentre dall’altra parte avevamo un titolo, il terzo per essere più precisi, che fu una specie di mezzo flop.

La qualità generale di quel gioco, di fatti, fu talmente disastrosa che praticamente decretò la fine drastica della saga della Web Foot la quale fu letteralmente costretta a dirigersi su altri progetti e di concentrarsi su titoli nei quali si sentiva molto più pronta e preparata. In ogni caso da allora non si parò praticamente più di Dragon Ball Z The Legacy of Goku, però se non altro tale società ebbe la capacità di farsi ricordare grazie ad un titolo, l’unico di questa dibattuta ed aspramente criticata trilogia, e questo titolo, guarda caso è proprio Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2, il migliore secondo moltissimi (e anche secondo noi) di tale trilogia se non addirittura il migliore gioco che la Web Foot abbia mai concepito, sviluppato e curato. Insomma… ci troviamo quindi davanti ad un piccolo grande capolavoro? Tale recensione non mira ad altro che a rispondere a questa semplice domanda, anche se poi, come avremo modo di vedere, tanto semplice non è in quanto implica una serie di domande e di risposte ed una serie di argomenti più o meno spinosi che dovremo necessariamente trattare per poter avere una visione il più possibile completa di questo stesso prodotto. Quella che seguirà sarà, dunque, una recensione estremamente approfondita non solo di tutti quanti gli aspetti del gioco Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 (e per aspetti intendiamo anche i contenuti, il compartimento grafico e sonoro, la giocabilità, la storia e moltissimo altro ancora), a anche di tutti quanti i suoi trucchi ed i segreti.

Insomma, alla fine di questa recensione scoprirete praticamente tutto di questo particolare gioco di ruolo su stampo orientale, però ci rendiamo conto perfettamente che non tutti potrebbero avere molta voglia di leggersi tutta quanta la recensione dal momento che è bella lunga, ragion per cui abbiamo pensato bene anche di creare una sezione finale chiamata Considerazioni Finali nella quale avremo modo di riassumere praticamente tutto quanto e saremo anche in grado di poter tracciare tutte le linee principali di questo stesso gioco. Se non avete voglia di leggere tutto quanto, dunque, fate riferimento alla parte finale anche se in essa tutti gli aspetti delle varie funzioni di gioco non verranno in alcun modo scritte e quindi vi suggeriamo, comunque, per una visione a 360° di leggere tutta quanta la nostra recensione fin nei minimi dettagli così da poter prendere anche una saggia decisione per quanto concerne questo stesso gioco, se comperarlo, affittarlo, farvelo prestare e quanto altro.

Tutti questi contenuti, anche la guida per i trucchi ed i segreti del gioco sono totalmente gratuiti ragion per cui, perché non approfittarne? In ogni caso tornando al discorso di Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2, abbiamo detto che si tratta del lavoro della Web Foot in quanto in genere ci piace essere precisi e fiscali, però se proprio dovessimo dirla tutta questo non corrisponde proprio alla verità (al 100%) dal momento che la Web Foot non è altro che una delle divisioni di una software house molto più grande e di certo più conosciuta. Se non avete la più pallida idea di chi siano quelli della Web Foot molto probabilmente, specie se siete del settore o comunque se siete dei veri e propri esperti di videogiochi e del loro mondo, saprete chi siano quelli della Atari. La Atari opera sul settore Americano dei videogiochi in molteplici modi: da un lato acquisendo titoli che vengono dal Sol Levante, mentre dall’altro producendo loro stessi dei giochi. Insomma, la Atari è sia una casa di produzione, che una software house ed è per questa stessa ragione che grazie a lei in moltissimi sono riusciti a conoscere il mercato dei videogiochi dedicati al magico mondo di Dragon Ball.

La Atari, però, non solo attraverso l’esperienza di Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2, ma anche attraverso tutta la serie di giochi prodotti e distribuiti in più riprese, ha però finito inevitabilmente per deludere alcune aspettative di svariati giocatori e a causa di tutto questo della Atari si parla spesso in toni contraddittori: da un lato una grande casa sviluppatrice che ha saputo regalare grandi emozioni a numerosi videogiocatori, mentre dell’altra una casa produttrice spesso troppo accondiscendente che ha preferito la quantità alla qualità, che ha preferito spendere i suoi soldi nel pubblicizzare prodotti anziché curarli e dirigere le sue divisioni nel modo migliore… ed infine una casa produttrice dalla nome di aver solo firmato delle localizzazioni spesso pessime. Un tempo, di fatti, tutti quanti i giochi di Dragon Ball provenivano solo ed esclusivamente dal Giappone, ragion per cui tali titoli o erano totalmente sconosciuti al pubblico occidentale oppure erano conosciuti, ma erano pur sempre delle specie di tabù. Ricordiamoci, di fatti, che la produzione occidentale di giochi di Dragon Ball si aprì solo nel 1999 (2002 in veste del tutto ufficiale) e a quel tempo di certo non esistevano tutti i mezzi telematici dei quali siamo abituati ed avvezzi in questo stesso momento. Non esisteva, dunque, la possibilità di acquistare senza problemi, titoli dal Giappone ed anche se questo fosse stato possibile siccome nessuno si curava in alcun modo di localizzarli tali titoli erano spesso lasciati in Sol Levante a causa della gigantesca barriera della lingua che di certo non aiutava. Gli unici giochi, di fatti, lievemente acquistati di origine nipponica in America erano quelli di lotta, vuoi perché il beat em up era un genere che andava moltissimo, vuoi perché comunque sia, per comprendere questo genere non era necessario la conoscenza della lingua giapponese… era necessario, di fatti, solo ed esclusivamente un po’ di intuito per imparare le mosse. Diverso discorso era se si voleva acquistare un gioco di ruolo, dello stesso genere di questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 che ci apprestiamo a recensire.

Il gioco di ruolo, di fatti, era sempre stato considerato un genere di nicchia a quel tempo, un genere, cioè, dedicato a pochi che ne conoscevano i più intimi meccanismi. Tra le altre cose, poi, se per il beat em up non era in alcun modo necessario conoscere molto la lingua nipponica, in questo caso il discorso era ben diverso e di fatti possiamo dire che uno dei punti più importanti di un qualsiasi gioco di ruolo che si rispetti è proprio quello della storia. Senza una storia emozionante, siccome ci si trova in una vera e propria avventura interattiva, non c’è gioco. In ogni caso negli anni successivi a questo primo periodo, la Atari, che fino a quel preciso momento curava solo ed esclusivamente giochi che si basavano, ad esempio, su cartoni animati o su fumetti Americani tipo Super Man o Spider Man, si decise una volte a per tutte a importare parte di questi titoli giapponesi e lo fece iniziando da titoli che si basavano o comunque prendevano diretta ispirazione da uno degli anime (cartoni animati giapponesi) maggiormente di successo non solo lì in Sol Levante, ma anche nella stessa America.

Insomma, possiamo dire che l’esistenza stessa di questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 va a dimostrare che comunque sia Dragon Ball ed il suo mondo è diventato un indiscutibile fenomeno sociale che non può e non deve in alcun modo sottovalutato. Il problema è che Atari non credette fino in fondo nelle potenzialità di questi stessi giochi, di fatti ricordiamo molto bene come le localizzazioni di tali titoli fossero quasi sempre pessime e poco curate. Abbiamo fatto tutta questa lunghissima premessa non per riempire un paio di pagine, ma per spiegarvi come mai, quando abbiamo preso in mano questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 ci siamo meravigliati di come la qualità di questo stesso gioco di ruolo fosse estremamente alta (per gli standard di Atari, poi se si deve fare un discorso generico allora di certo non potremmo dire che questa qualità sia così eccelsa anche se rimane comunque sia piuttosto buona e su questo non vi è ombra di dubbio alcuna).

Tra le altre cose ammettiamolo, questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 ha avuto anche la grande capacità di farsi amare ed apprezzare dal grande pubblico nonostante fosse l’erede di un titolo che di sicuro aveva i suoi aspetti positivi nella grafica e nei controlli, ma a parte questo era di certo un titolo mediocre e assolutamente senza senso. Oltre a questo va aggiunta una cosa molto importante e cioè il fattore tempo. Tra questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 e il suo predecessore, Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 c’era solo un anno di differenza e quindi in moltissimi si sono chiesti cosa avrebbe potuto fare mai la Web Foot in così poco tempo. Insomma è indubbio il fatto che tutti quanti fossero a dir poco sfiduciati da questo sequel, scottati come erano dalla cocente delusione del primo capitolo di quella saga che partiva davvero con il piede sbagliato. Per fortuna ci fu qualcuno che diede ancora fiducia alla Web Foot e si decise ad acquistare comunque sia il titolo in questione. Grazie ad un rapido passaparola, però, probabilmente la reputazione della Web Foot fu successivamente, se pur solo momentaneamente ripristinata e così il gioco ebbe tutta la possibilità di riscattarsi al grande pubblico. Possiamo dire con assoluta certezza, di fatti che questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 fu di sicuro il titolo più cercato, comprato e seguito dell’epoca.

C’è addirittura chi lo nominò il migliore gioco di ruolo mai uscito per G B A fino a quel momento e c’è anche chi si esaltò attribuendo a questo titolo dei voti come 10 su 10. Per quello che ci riguarda non vorremmo scadere nel sensazionalismo anche perché una valutazione troppo di parte non sarebbe positiva di certo per nessuno. In ogni caso ammettiamo che nonostante l’ispirazione ad un cartone animato e quindi ad un prodotto trito e ritrito non che al ripercuotersi di alcuni errori già fatti in Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1, questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 fu di certo un titolo di grande spessore che seppe emozionare in moltissimi e diede una sferzata di aria fresca non solo al genere dei giochi Americani, ma anche ai giochi di ruolo prodotti in occidente. Ci sono tuttavia molti però e molti purtroppo dietro tutta questa storia. In primo luogo è innegabile il fatto che questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 nonostante fosse stato il primo gioco di un certo respiro tanto che fu persino importato in Giappone nel 2004, un anno dopo, con una versione tutta internazionale, non fu però il primo titolo di una lunga serie.

Non sappiamo per quale ragione, ma dopo questo picco di qualità la Web Foot non solo non fu assolutamente in grado di fare di meglio, ma vuoi per mancanza di fondi (questo strano J R P G vendette molto, ma non abbastanza e fu solo capace di colmare in parte la grave perdita di introiti causata dal primo capitolo. Ricordiamo, di fatti, e lo analizzeremo più in avanti, la Atari sotto la stessa Fun Animation pubblicizzò moltissimo questa serie di prodotti e forse spese gran parte dei fondi in questo, andando ad aumentare giorno per giorno le aspettative di tutti quanti i giocatori che si aspettavano di avere a che fare con dei veri e propri capolavori, mentre si ritrovarono di fronte a dei titoli spesso e volentieri mediocri o comunque insipidi, senza arte né parte. Un altro però legato a questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 è il fatto che, per l’appunto, la Web Foot non ha saputo in alcun modo imparare dai suoi stessi errori e dai suoi stessi sbagli nel corso della sua storia. Tale tipo di atteggiamento lo abbiamo addirittura considerato cronico dal momento che per noi non è assolutamente normale che una software house ripeta gli stessi sbagli in questo modo. In particolar modo ciò che ci ha sempre meravigliati è il ripercuotersi di difetti praticamente tutti uguali e a volte talmente banali che stentiamo a credere che siano stati fatti da una software house con così tanti anni di esperienza e con alle spalle una serie praticamente infinita di progetti, tra le altre cose, tecnicamente e qualitativamente ottimi. Ci siamo, però, dati una spiegazione o meglio… più spiegazioni.

La prima è che la Web Foot in qualche modo sia stata pressata dalla stessa Fun Animation e naturalmente dalla Atari della quale essa stessa ne è solo una divisione, al fine di produrre giochi in poco tempo ottimizzando quindi le risorse messe a disposizione dai vari produttori. La seconda è che comunque sia la Web Foot, avendo operato sul mercato del computer, un mercato che lascia di certo maggiore respiro ai produttori e agli sviluppatori non sia stata poi in alcun modo in grado di poter creare dei titoli per delle console, come il G B A, tecnicamente limitate e quindi più difficili da poter maneggiare. In ogni caso non è certo questo il punto del discorso, il discorso sta nel fatto che pare che per la primissima volta la Fun Animation mantenne le sue promesse, spesso e volentieri velleatorie come la storia stessa andò a dimostrare. La Fun Animation, di fatti, promise che questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 sarebbe stato un vero successone, una sorta di bomba ad orologeria pronta a scoppiare da un momento all’altro da quanto fosse ricca di contenuti, emozioni ed avventure.

Forse questo particolare gioco di ruolo non è una pietra miliare del genere, forse non è il gioco di ruolo più bello mai prodotto, ma di certo si tratta di un titolo che si è saputo far amare, che ha saputo giocare bene le sue carte, che ha finalmente risarcito tutti coloro i quali avevano ingiustamente dovuto pagare 30$ per un titolo quale quello di Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 assolutamente mediocre. Prima di proseguire con la nostra trattazione della introduzione del gioco, però, gradiremmo aprire una doverosa parentesi su come il mercato dei videogiochi in stampo occidentale si aprì al grande pubblico e chi è in realtà la divisione della Web Foot. Crediamo che queste due informazioni siano a dir poco indispensabili per poter meglio comprendere il contesto sociale nel quale questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 si sviluppò, prese forma e poi nacque. Non è nostro modesto avviso possibile comprendere in realtà tutto ciò che concerne questo particolare gioco di ruolo se prima non si sanno tutte queste cose.
In primo luogo occorre dire che Atari, nel momento in cui ha iniziato a produrre titoli come quello di Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2, formò la bellezza di due divisioni organizzative.

In tal caso, tanto per specificare una cosa molto importante, per divisioni vogliamo dire letteralmente due gruppi di sviluppatori di videogiochi che furono coordinati e seguiti dalla azienda madre stessa. E’ bene che questa cosa la si sappia altrimenti si potrebbe travisare il fatto che Atari abbia sempre e solo sviluppato giochi pessimi quando invece non è propriamente vero
La prima divisione era ed è ancora capitanata dalla software house che si faceva chiamare Dimps. Sotto questo nome si sono andati a sviluppare letteralmente tutti quanti i giochi dedicati a Dragon Ball Z che fanno poi parte della della generazione di nuove console fisse tra le quali spicca ancora tra tutte la P S 2. Il progetto più gigantesco e gradevole di Dimps fu di sicuro Dragon Ball Z Budokai da non confondersi in alcun modo con Dragon Ball Z Budokai Tenka Ichi il quale, ci teniamo a sottolinearlo più e più volte, è di produzione giapponese, tuttavia è stato comunque localizzato sia in Americano sia nelle varie lingue della unione europea. Tale progetto, comunque sia, va detto che fu ritenuto essere grande ed apprezzabile naturalmente in relazione a tutti gli altri progetti che la Dimps ebbe modo di seguire a suo tempo.

In linea di massima, senza però stare a dilungarci troppo sull’argomento dal momento che questa è pur sempre una recensione su Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 e non su tutti i progetti della Atari, possiamo dire che la Dimps, con il suo progetto madre che si chiamava per l’appunto Dragon Ball Z Budokai tentò di estremizzare al massimo i combattimenti rendendoli frenetici e molto cinematici. Il suo obbiettivo principale non era di sicuro quello di attirare giocatori che non avevano mai seguito Dragon Ball, quanto piuttosto quello di attirare solo i fan della serie facendoli stupire con una serie infinita di effetti speciali e di duelli all’ultimo sangue. Nonostante i titoli che sviluppò la Dimps di certo non eccellevano affatto in termini di qualità generale va detto che la Dimps ebbe la grande sagacia e furbizia di accorgersi che con il budget a disposizione e con la scarsa esperienza di Atari nel creare titoli di qualità non sarebbe mai stato in e grado di sviluppare un gioco come si deve e quindi diciamo che preferì andare sul sicuro abbondando con una serie di effetti speciali dei quali purtroppo (o per fortuna, dipende da come la si voglia vedere) questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 ne è del tutto sprovvisto.

La seconda divisione di Atari, dall’altra parte, era ed è ancora, se non diciamo una grande castroneria, guidata dalla software house che si chiamava e si chiama per l’appunto Web Foot. Ebbene, sappiate che questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 fa parte dei giochi prodotti da Web Foot. Web Foot venne condotta dalla stessa Atari a sviluppare giochi per il G B A anche se non sappiamo con assoluta certezza se tale decisione non che scelta fu effettivamente voluta dalla Web Foot stessa oppure si trattava di una sorta direttiva dall’alto vista dalla divisione in maniera del tutto negativa. Non pensiamo, però, sia necessario spiegarvi come tale decisione (da qualsiasi parte essa provenne) si rivelò presto a dir poco anacronistica sia per il gruppo di Atari che per quello della Web Foot che si trovava a dover fare i conti con lo sviluppo di un gioco come quello di Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 che nel 2001 circa, anno in cui uscì il primo capitolo della saga, su una console portatile ormai considerata da tutti quanti come una console assolutamente vecchia ed inadeguata che sarebbe crollata non appena sarebbero uscite le nuove console di ultima generazione per quanto riguarda il mercato del portatile (e così avvenne, in effetti).

Il Game Boy Advance, di fatti, nel momento in cui uscì era già superato: aveva gravissimi difetti come, ad esempio, quello di essere ben poco maneggevole quello di essere estremamente pesante e in maniera particolare senza la benché minima presenza di uno schermo retro illuminato e di certo non eccelleva in quanto a potenza di calcolo grafico. Era assolutamente necessaria, dunque, una ottimizzazione grafica tremendamente alta per poter reggere tutta quanta la grandiosa potenza di calcolo di questa stessa console. Per fortuna, però Web Foot ebbene almeno due lampi di genio che si vanno ad identificare con i due capitoli di quella che doveva essere la saga più famosa per G B A di giochi dedicati a Dragon Ball. Stiamo, ovviamente parlando di Dragon Ball Z Legacy of Goku (e anche, naturalmente, Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 che è qui recensito) che, davvero, non crediamo abbia bisogno di tante spiegazioni o di tante introduzioni prolisse. Ed è proprio di Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 che abbiamo intenzione di parlare in questa stessa sede.

Questo stesso titolo, tornando al discorso dei J R P G di prima, in realtà non è in alcun modo un gioco di ruolo prodotto e sviluppato in Giappone ragion per cui qualcuno si potrebbe giustamente chiedere come mai lo abbiamo definito fino ad ora come un J R P G e non come un R P G; la nostra ragione sta nel fatto che comunque sia questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 ha saputo conservare, forse ancor di più rispetto al suo predecessore, gli elementi tipici del gioco di ruolo in stile nipponico e le ragioni le vedremo di qui a breve. Per chi già conosce il gigantesco universo dei giochi di ruolo, comunque sia, siamo della idea che non sia molto difficile trovare la differenza tra i due sotto generi. Da un lato, di fatti, abbiamo il genere del gioco di ruolo prettamente occidentale che ha una trama, sì, ma che è solo una sorta di costola in quanto fa ca cornice ad una serie praticamente infinita di mini missioni ed avventure laterali ed alternative che il giocatore può porre a termine praticamente quando e come vuole con il personaggio che più desidera e più gli aggrada (un esempio pratico di questo stesso universo è Oblivion, dove il giocatore ha sì una trama da seguire, ma viene messo nelle condizioni di poter andare dove più preferisce fin da subito cosa del tutto impossibile in qualsiasi tipo di gioco di ruolo di stampo nipponico come questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 dove spesso e volentieri si è costretti a seguire un percorso ben definito per poter quindi raggiungere un determinato obbiettivo dettato dalla trama stessa).

Nel caso dei giochi di ruolo di stampo giapponese è la storia a farla da padrona e non escluso che il giocatore debba vestire i panni anche di un personaggio che non riflette affatto il suo stile, il suo pensiero, i suoi sentimenti, i suoi valori e in maniera particolare il suo aspetto… già, perché per il vero giocatore di ruolo è di fondamentale importanza che quando si gioca di ruolo si possa ottenere un aspetto il più possibile personalizzabile. In un vero gioco di ruolo si è in grado di essere qualsiasi tipo di persona e di agire anche contro corrente, magari avvantaggiando sia nemici che amici in una posizione del tutto caotica, cosa che in questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 non è in alcun modo possibile in quanto è il gioco stesso ad imporci di giocare per prima cosa con Son Goku, un eroe senza macchia, ma dandoci, però, anche l’opportunità di spaziare con altri personaggi anche se quasi tutti sono della fazione dei buoni per cui non aggiungono alcun tipo di spunto di divertimento. In ogni caso, per tornare al discorso di prima va detto che in molti puristi del genere hanno sostenuto che il J R P G non sia un vero e proprio gioco di ruolo, ma solo una storia interattiva. Non è nostra intenzione entrare in merito a questa faccenda, ma ci pareva giusto far comprendere al grande pubblico il periodo sociale nel quale questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 si sviluppò e nacque… erano i primi anni dell’anno 2000, il mondo dei videogiochi era totalmente in fermento e cresceva il desiderio di poter spaziare la propria fantasia nelle console di nuova generazione.

Pagina 2 dell’introduzione

 

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