Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 per Game Boy Advance
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Dragon Ball Z
The Legacy of Goku 1
Game Boy Advance
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0 - Introduzione
1 - Storia
2 - Giocabilità
3 - Controlli
4 - Longevità
5 - Compartimento grafico
6 - Compartimento sonoro
7 - Considerazioni finali
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8 - Trucchi e segreti
9 - Ottenere Immortalità Assoluta
10 - Segreto per uccidere facilmente i boss di fine livello
11 - Salute Infinita
12 - Recuperare senza fatica i punti ferita
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INTRODUZIONE
Dragon Ball Z The Legacy of Goku, uno dei primi giochi di ruolo ispirati al mondo di Dragon Ball!
Sono passati ormai alcuni anni da quando Son Goku combatté contro il perfido figlio di Bel Satan (Il Grande Mago Piccolo nella versione originale nipponica), uno strano alieno dalla pelle completamente verde e con le antenne che era quasi riuscito nell’intento di diventare il padrone incontrastato di tutto quanto il pianeta terra. La lotta fu dura perché Junior (Piccolo nella versione originale giapponese) era capace di allungare le braccia, volare come voleva, persino diventare più grande di statura ed anche di moltiplicare il suo corpo diventando ancora più forte e pericoloso, però Son Goku pur essendo stato quasi sconfitto da Piccolo o Junior, quando vinse il suo incontro chiese agli altri suoi amici di non eliminarlo in quanto egli era molto forte e avrebbe avuto il desiderio di scontrarsi ancora con lui per dimostrargli di essere migliorato notevolmente.
In un primo luogo Piccolo o Junior si sentì umiliato sin nel profondo del suo cuore e della sua anima per essere stato risparmiato dal suo peggior avversario e anche assassino di suo padre, ma mai e poi mai si sarebbe immaginato che un giorno o l’altro egli sarebbe diventato alleato proprio di quel Son Goku, sempre così sorridente e gaio. Il tempo è passato, Son Goku si è sposato e dalla bella Chichi ha avuto un figlio di nome Son Gohan che egli non può più di tanto educare alla lotta in quanto la moglie vuole assolutamente che egli diventi un bravissimo studioso. A parte tutto questo la vita si svolge normalmente ed in maniera del tutto pacifica sul pianeta Terra e così un bel giorno Son Goku decide di portare con sé il suo unico figlio sulla bella nuvola d’oro o Spidi e lo porta dal genio delle tartarughe di Muten presso l’isola del genio dispersa nel bel mezzo dell’oceano blu. La pace però è destinata a non perdurare a lungo dal momento che all’orizzonte già si profilano tremende nuvole oscure, nuvole impregnate di morte, dolore e distruzione, già perché ad un certo punto, dall’oggi al domani, giunge dallo spazio più sconfinato una navicella spaziale che porta con se’ un essere crudele e spietato dall’aspetto fisico molto simile a quello di Son Goku.
Il tipo uccide subito un povero contadino poi tramite uno strano congegno raggiunge Piccolo o Junior, ma non ci combatte sostenendo che non è lui la persona che cerca. Piccolo o Junior, comunque sia, rimane letteralmente terrorizzato alla vista di quel guerriero perché capisce solo sentendo il suo Ki (la grande aura nella nostra versione italiana) che il lottatore è cento volte più forte di lui. Si scopre che l’alieno non è altri che un saiyan e udite udite… è il fratello maggiore di Son Goku che è venuto sulla Terra per vedere che combina il ragazzo. Son Goku scopre le sue origini che però purtroppo sono tutt’altro che belle in quanto egli fa parte di una razza di guerrieri che sono molto forti, ma sostanzialmente sono cattivi in quanto non fanno altro che passare da un pianeta all’altro a conquistare pianeti su pianeti ed uccidendo le persone. Son Goku non accetta questo suo sangue saiyan e si rifiuta categoricamente di sostenere il fratello Radish il quale per tutta risposta prende e rapisce il povero figlioletto Son Gohan il quale viene portato via dal saiyan stesso.
A quel punto arriva Piccolo o Junior che dice a Son Goku che eccezionalmente collaborerà con lui in quanto egli vuole diventare il padrone assoluto della Terra, ma non potrà mai riuscirci se avrà di mezzo Radish. Una volta ucciso Radish poi Piccolo o Junior si occuperà di Son Goku e gli farà fare la stessa fine. Son Goku, però, percepisce l’anima di Piccolo o Junior e capisce che lui in realtà non è cattivo e quelle sono solo scuse e quindi accetta la collaborazione. I due, quindi, si dirigono al luogo ove si trova Radish (e anche il povero Son Gohan) pronti a scatenarsi nella loro più grande potenza. E’ così che ha inizio una delle saghe più fortunate ed apprezzate della serie di Dragon Ball, Dragon Ball Z. La questione è che, si dia il caso, questo stesso incipit è servito agli sviluppatori di questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku per costruire poi tutta quanta la storia del nostro coraggioso eroe Son Goku, un saiyan che non ha nemmeno una macchia sul suo cuore ed è pronto a fare qualsiasi cosa per i suoi amici, la sua famiglia ed il benessere di tutto quanto il suo pianeta dove è cresciuto.
Alla fin fine, però, come avremo modo di vedere, a parte alcune scene questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku non si discosta poi molto dalla storia originale di AKira Toriyama e questo può essere sia un bene che un male. Un bene in quanto essere fedeli all’originale del maestro implica una certa forma di rispetto che di certo non può essere ignorata, però può anche essere un male in quanto se ci si riflette bene, un prodotto di questo genere dovrebbe quanto meno presentare qualche novità che attragga il più possibile l’attenzione del lettore o chi per esso. Il risultato è importante e si basa in gran parte sulla storia dal momento che, si dia il caso, questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku è del genere del gioco di ruolo e siccome è un gioco di ruolo giapponese, la cosa più importante è la trama e non l’immedesimazione con il personaggio (questa è una caratteristica dei giochi di ruolo di stampo occidentale). Insomma, non è assolutamente accettabile una trama troppo scontata in una produzione come quella del J R P G (Japanese Role Playing Game), ma forse qualcosa si può perdonare dal momento che questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku è un titolo per Game Boy Advance, una console portatile che ha dimostrato grandi potenzialità, ma che attenzione… ha avuto anche moltissimi limiti e li ha ancora.
Ci terremmo, per, a fare un appunto davvero molto importante almeno a nostro modesto avviso. Abbiamo appena scritto che questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku è un J R P G , ma fate conto che lo è solo con una dovuta riserva… ci spieghiamo meglio: tale gioco di ruolo è stato sviluppato dalla famigerata Kame Ha Me Ha, una società produttrice e sviluppatrice di videogiochi tutti rigorosamente in tre dimensioni. Della Web Foot e della sua spesso opinabile politica di sviluppo di titoli ne abbiamo già ampiamente parlato nella recensione dedicata al gioco di lotta di Dragon Ball Z Tenka Ichi, ma è nostra intenzione spiegare meglio anche qui più che altro per chiarirci dovutamente le idee.
Va detto, di fatti, che Atari ha da sempre avuto due divisioni. In questo caso per divisioni intendiamo letteralmente due gruppi di sviluppatori di videogiochi che sono coordinati e seguiti da due responsabili, le così dette “teste grosse” della stessa azienda, nonché perni importanti della stessa. E’ bene che questa cosa la si sappia altrimenti si potrebbe travisare il fatto che Atari abbia sempre e solo sviluppato giochi pessimi quando invece non è propriamente vero (anche se con questo non vogliamo di certo dire che ha creato dei capolavori, questo è sempre utile sottolinearlo!).
La prima divisione era ed è ancora capitanata dal capo sviluppatore Dimps. Sotto questo nome si sono andati a sviluppare praticamente tutti i giochi dedicati a Dragon Ball Z che fanno parte della così detta nuova generazione di console tra le quali spicca ancora tra tutte la P S 2. Il progetto più grande ed apprezzabile di Dimps è stato di sicuro Dragon Ball Z Budokai da non confondersi assolutamente con Dragon Ball Z Budokai Tenka Ichi che è di produzione nipponica, ma che è stato comunque localizzato sia in americano sia nelle varie lingue della unione europea. Grande ed apprezzabile ovviamente in relazione a tutti gli altri progetti che Dimps ha seguito. Di fatti va detto e sottolineato più e più volte che Dragon Ball Z Budokai è da sempre stato un titolo abbastanza apprezzabile, a tratti divertente, ma comunque sempre un titolo che sta sulla media, che non ha alcun tipo di rilevanza sul mercato dei videogiochi dedicati a Dragon Ball che sono, ricordiamolo, per fortuna riconosciuti per ben altre produzioni. In linea di massima, senza però stare a dilungarci troppo sull’argomento, possiamo dire che Dimps, con il suo Dragon Ball Z Budokai tentò di estremizzare al massimo i combattimenti rendendoli frenetici e molto cinematici. Il suo obbiettivo non era di certo quello di attirare giocatori che non avevano mai seguito Dragon Ball, questo no, bensì quello di attirare solo i fan della serie ammaliandoli di effetti speciali e di duelli all’ultimo sangue. Sebbene i titoli che produsse Dimps non eccellevano affatto in termini di qualità generale va detto che Dimps ebbe la grande intelligenza e furbizia di accorgersi che con il budget a disposizione e con la scarsa esperienza di Atari nel creare titoli di qualità non sarebbe mai stato in e grado di sviluppare un gioco come si deve e quindi diciamo che preferì andare sul sicuro.
La seconda divisione di Atari, invece, era ed è ancora, se non andiamo errati, guidata dal capo sviluppare Web Foot. Ebbene, sappiate che questo Dragon Ball Z Tai Ketsu fa parte dei giochi prodotti da Web Foot. Web Foot aveva un unico grande pallino e cioè quello di sviluppare giochi per il G B A. Non credo sia necessario spiegarvi come questa decisione si rivelò presto a dir poco anacronistica e poco fruttuosa a livello di utili per Atari. In primo luogo Web Foot iniziò a sviluppare titoli per questa console quando ormai le console di nuova generazione imperversavano e quando già si stava iniziando a parlare di P S P e comunque della nuova generazione di console portatili. Il Game Boy Advance, di fatti, quando uscì era già superato: aveva gravissimi difetti (poco maneggevole, pesante, con lo schermo non retro illuminato e chi più ne ha più ne metta!) e di certo non eccelleva in quanto a potenza di calcolo grafico. Occorreva una ottimizzazione mica da ridere per poter far girare delle animazioni e degli sprite in maniera del tutto fluida. Web Foot si curò davvero poco di tutti questi aspetti e noncurante continuò per la sua strada. Una strada davvero disseminata di progetti quasi del tutto fallimentari come, ad esempio, questo Dragon Ball Z Tai Ketsu ed anche Dragon Ball Z Buu’ s Fury. Per fortuna, però Web Foot ebbene almeno due lampi di genio che si vanno ad identificare con i due capitoli di quella che doveva essere la saga più famosa per G B A di giochi dedicati a Dragon Ball. Stiamo, ovviamente parlando di Dragon Ball Z Legacy of Goku che, davvero, non crediamo abbia bisogno di tante spiegazioni o di tante introduzioni prolisse.
Ed è proprio di Dragon Ball Z The Legacy of Goku che abbiamo intenzione di parlare in questa stessa sede. Tale titolo, tornando al discorso dei J R P G di prima, in realtà non è in alcun modo un gioco di ruolo giapponese, ma lo abbiamo catalogato lo stesso in questa stessa categoria in quanto in qualche modo riesce ad avere una analoga impostazione e si basa quasi esclusivamente sulla storia e non sullo sviluppo dei personaggi. Per chi conosce il gigantesco universo dei giochi di ruolo non crediamo sia molto difficile trovare la differenza tra i due sotto generi. Da un lato, di fatti, abbiamo il genere del gioco di ruolo prettamente occidentale che ha una trama, sì, ma che è solo una sorta di costola in quanto fa ca cornice ad una serie praticamente infinita di mini missioni ed avventure laterali ed alternative che il giocatore può porre a termine praticamente quando e come vuole con il personaggio che più desidera e più gli aggrada. Nel caso dei giochi di ruolo di stampo giapponese questo non è possibile in quanto è la storia a farla da padrona e non escluso che il giocatore debba vestire i panni anche di un personaggio che non riflette affatto il suo stile, il suo pensiero, i suoi sentimenti, i suoi valori. Per questa stessa ragione in molti puristi del genere hanno sostenuto che il J R P G non sia un vero e proprio gioco di ruolo, ma solo una storia interattiva. Di certo non è nostra intenzione entrare nel merito della questione dal momento che non centra assolutamente nulla con la introduzione di questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku, ma resta il fatto che la classificazione era assolutamente vitale ai fini della comprensione di questo stesso titolo uscito nel lontano 2002 sia in occidente (America) che nella nostra unione europea generando un sacco di dibattiti che a suo tempo erano letteralmente all’ordine del giorno. vi è da dire che questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku ebbe la grande fortuna, a nostro modesto avviso, di essere rilasciato in un periodo abbastanza piatto dei videogiochi.
Ancora le console di nuova generazione non erano uscite e quindi era chiaro che il mercato offriva solo ed esclusivamente la possibilità di spaziare su i titoli per console più vecchie (ma non troppo ricordiamoci di fatti che erano già uscite le famigerate Play Station 1, ma resta il fatto che il mercato delle console portatili era tremendamente piatto e di fatti a quel tempo vi era solo il G B A della Nintendo). Per questa ragione, forse, questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 che poi sarebbe il primo di una sorta di piccola serie di produzione della Web Foot, ebbe un discreto successo pur non meritandosi proprio tutti i consensi che ricevette. Ebbene sì, a nostro modesto avviso se questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 fosse uscito più tardi, magari qualche anno dopo, non crediamo che sarebbe riuscito ad ottenere tutti questi consensi favorevoli in quanto, diciamocelo, non si tratta di certo di un titolo esemplare. Un altro punto forte di questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 fu la sua caratteristica per altro peculiare di essere riuscito a spezzare in qualche modo la monotonia dei giochi di lotta dedicati al magico mondo di Dragon Ball.
A quel tempo, di fatti, dal Giappone, ma in maniera particolare dall’occidente e dall’America uscivano solo ed esclusivamente giochi di lotta ispirati a questo stesso titolo e di fatti di certo nessuno si sarebbe mai e poi aspettato dalla Web Foot un gioco di ruolo su stampo prettamente nipponico. Dal momento, quindi, che non si trattava del solito gioco di lotta con tanto di pugni e calci e dal momento che nasceva già in versione americana questo titolo andò letteralmente a ruba e consacrò la Web Foot come la regina delle società sviluppatrici di giochi di Dragon Ball per console G B A, almeno fino a che la Web Foot non ebbe la malaugurata idea di rilasciare quel bruttissimo Dragon Ball Z Tai Ketsu con il quale la società si vide letteralmente schiacciata da giuste critiche. Noi, ad ogni modo, ci aspettavamo questa creazione da parte della Web Foot la quale non ha mai nascosto il suo grande amore verso le produzioni prettamente nipponiche ragion per cui non era assolutamente strano che proprio la Web Foot società americana, si dedicasse allo sviluppo di un gioco di ruolo sullo stampo giapponese. L’idea della Web Foot fu quella di creare una sorta di saga di giochi di ruolo dedicati a Dragon Ball che sarebbero andati sotto il nome di Dragon Ball Z The Legacy of Goku.
In effetti all’inizio parve che la società ci stesse riuscendo e che il suo progetto stesse prendendo forma, di fatti a distanza di qualche tempo uscì anche il sequel di questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1, ovvero Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2 che riscosse un buon successo anche lui sempre per via del fatto che ancora non si stavano profilando all’orizzonte delle console portatili di ultimissima generazione. Dopo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 2, però, la Web Foot cadde in una sorta di grande baratro qualitativo (oddio, non che i suoi giochi fossero mai stati dei veri e propri capolavori…. questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1, ad esempio, riteniamo sia solo un gioco accettabile, ma siamo ben lontani da un grado di perfezione di un certo tipo) e di fatti il terzo capitolo di questa saga intitolato Dragon Ball Z Buu s Fury che per altro abbiamo già recensito (e criticato aspramente) sulle pagine di questo stesso sito, risultò essere davvero poco gradito al pubblico per una serie ragioni che non stiamo qui a dirvi perché non riteniamo sia questo il luogo giusto per discuterne. Comunque stiano le cose, ad ogni modo, va detto che questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 si propone di raccontarci (diciamo di raccontarci ancora una volta) tutta quanta la vicenda di Son Goku in occasione della saga dei saiyan, prima ed in occasione della saga del terribile Freezer.
Una missione abbastanza difficile perché entrambe le saghe sono ricche di eventi e di accadimenti molto importanti. Vedremo nella sezione apposita poi se la Web Foot è riuscita nella grande impresa di raccontare bene tutto quanto condendo le vicende con un battle system degno di questo nome oppure se ha fatto un bel buco nell’acqua. Prima di parlare nei particolari di questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 secondo il nostro modesto avviso vanno fatte delle doverose premesse e quindi quale posto migliore per poterle fare se non questo qui? Iniziamo con il dire che prima della creazione della divisione di Atari in America praticamente tutti quanti i giochi di Dragon Ball venivano creati e poi sviluppati in Giappone. Attraverso una sorta di filtro, poi, il mercato americano sceglieva i titoli che secondo questo stesso mercato avrebbero avuto un notevole successo e sarebbero stati un qualche modo commerciabili. Il risultato di tutto ciò è che dal Giappone uscivano solitamente i titoli migliori, quelli meglio realizzati e naturalmente quasi tutti i giochi di lotta. Tale scelta permetteva, dunque, di ottenere dei titoli piuttosto carini per tutte quante le console… titoli che di certo non brillavano per grandiosità, intendiamoci, ma che comunque sia risultavano essere giocabili e gradevoli. Ad un certo punto, però, vuoi per la crescente notorietà di Dragon Ball vuoi per il successo degli stessi giochi, crebbe nel popolo occidentale il desiderio di avere la propria linea di videogiochi dedicati al mondo di Dragon Ball, una linea di titoli che doveva nascere direttamente in America e che doveva seguire quelle che erano le esigenze specifiche del popolo americano.
Il problema è che questa situazione non si andò mai a realizzare o per lo meno non nel modo che tutti si auguravano dal momento, di fatti, che alcune divisioni fecero prevalere il loro personale gusto su quello del popolo occidentale e lo stesso Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 ne è un esempio pratico in quanto è un gioco di ruolo su stampo nipponico prodotto e sviluppato da una società prettamente americana… di certo non il tipo di “target” ottimale che tutti vorrebbero se non altro in America. Ad ogni modo a quel tempo in America il mercato videoulico era in totale fermento perché venne fatto un annuncio che poi venne pubblicato su tutte quante le riviste specializzate del settore. In pratica la Fun Animation annunciava che molto presto sarebbero stati prodotti un sacco di videogiochi dedicati al magico mondo di Dragon Ball. La Fun Animation parlò addirittura di serie di titoli intere che avrebbero costituito un vero e proprio mercato alternativo dedicato solo ed esclusivamente al popolo occidentale. Si gridò alla rivoluzione senza sapere come stavano effettivamente le cose.
La Fun Animation era la casa che aveva curato la distribuzione di Dragon Ball in occidente (stiamo parlando della serie in cartone animato) e quindi aveva tutto l’interesse di attirare l’attenzione degli acquirenti con annunci di questa portata. Tutti quanti pensavano, per altro in maniera del tutto erronea, che la Fun Animation avesse fatto una specie di accordo con le divisioni americane dei giochi di Dragon Ball in Giappone.
Tali divisioni, è bene ricordare, erano a quel tempo associate a grandissimi nomi nel mercato dei videogiochi come, ad esempio la Capcom, e la Bandai per prima che poi alla fine ereditò tutti quanti i progetti dedicati al magico mondo di Dragon Ball che poi passarono sotto il suo diretto controllo. Le conseguenze di questo annuncio andarono a creare una serie di rumor (le tipiche voci di corridoio) del tutto infondate che davano per certo che la Fun Animation stesse non solo collaborando con la Capcom e la Bandai, ma anche con un nome praticamente divino nel campo dei giochi di ruolo, ovvero la Squaresoft, adesso fusa con con la Enix per generare la attuale Square Enix. Erano solo voci e quando si seppe come stavano effettivamente le cose andò a generarsi un vero e proprio sentimento di delusione, di fatti si scoprì che la Fun Animation stava collaborando solo ed esclusivamente con la Info Grames, una società di certo importante, ma mai come i grandi nomi appena citati.
In particolare ciò che lasciava tutti abbastanza in dubbio era il fatto che la Info Grames non aveva mai avuto esperienze analoghe in precedenza con giochi dedicati ad un cartone animato giapponese di successo come Dragon Ball, ragion per cui crebbe la convinzione che qualsiasi prodotto avesse generato questa stessa società si sarebbe rivelato essere un vero e proprio buco nell’acqua. Intendiamoci, il pubblico anche stavolta non aveva torto in quanto purtroppo di grandi titoli sotto questa collaborazione particolare non ne uscirono poi moltissimi e non ci stiamo riferendo solo ed esclusivamente al mercato portatile del G B A, ma anche e in maniera particolare al mercato delle console fisse, quindi di più ampio respiro. Nella migliore delle ipotesi, di fatti, i titoli nati da questa collaborazione speciale erano giocabili, divertenti, carini, tutto quello che volete, ma nulla di più. Un esempio pratico di buon (ma non eccelso) gioco nato da questa stessa collaborazione è proprio Dragon Ball Z Budokai ed in parte, ma parecchio in parte questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1… per il resto abbiamo solo titoli dal discreto, ma nulla di più al mediocre, al pessimo. Di certo un panorama poco positivo per un progetto appena nato come questo qui.
Tra le altre cose occorre dire e sottolineare più e più volte il fatto che la Info Grames (cui faceva riferimento la Atari e quindi anche le due divisioni di cui vi abbiamo parlato in precedenza) non godeva certo di un ottimo curriculum se proprio dovessimo dirla tutta. Moltissimi titoli che non erano ispirati a nessun tipo di cartone animato, della Atari, ma non solo, erano risultati essere dei giochi a dir poco pessimi da qualsiasi parte li si potesse vedere (sia graficamente che dal punto di vista prettamente della longevità). Capirete bene anche voi che il clima che si respirava allora era di scetticismo allo stato puro. Ad un certo punto la Fun Animation, molto probabilmente percependo questo clima di scarsa soddisfazione e temendo per le vendite, fece un ulteriore annuncio che con ogni probabilità doveva servire un po’ come da toppa per tale malcontento e iniziò a rassicurare tutti quanti i suoi potenziali acquirenti che alla produzione e allo sviluppo di tali giochi ci sarebbero stati dei fan della serie di Dragon Ball e questi stessi avrebbero organizzato dei sondaggi mirati al fine di scoprire quali che fossero le vere esigenze dell’utenza occidentale. Insomma, si profilava all’orizzonte un futuro incerto.
Da un lato, di fatti, avevamo una società come la Info Grames, protagonista di tantissimi flop nel mercato dei videogiochi, mentre dall’altro avevamo la promessa da parte della Info Grames che il giudizio dei fan sarebbe stato preso in grande considerazione e che quindi sarebbero stati creati dei giochi che sarebbero stati realizzati attorno a questa utenza e per questa utenza. In realtà le cose andarono in maniera completamente diversa (vedi tutte le castronerie che la Web Foot ha inserito nel suo Dragon Ball Z Tai Ketsu come le trasformazioni impossibili di Broly, l’aura del Ki di colore giallo anziché di colore azzurro e moltissimo altro ancora). Anche dopo questo annuncio, però, lo scetticismo continuò ad imperversare. In realtà la Fun Animation era riuscita a “convincere” solo una piccola fetta di pubblico, quella più ottimista, mentre tutto il resto del pubblico continuava a stare sulla difensiva senza sbilanciarsi più di tanto in giudizi. Naturalmente la Fun Animation non poteva permettersi che buona parte della sua utenza partisse in maniera prevenuta nei confronti della sua linea di prodotti dedicati al mondo di Dragon Ball, ragion per cui continuò ad “intortare” l’utenza ed il grande pubblico riempiendolo di belle parole, promesse e un numero praticamente infinito di aspettative.
Questa volta la Fun Animation fece sapere che tutti quanti i giochi che sarebbero stati prodotti dalla Info Grames non solo avrebbero tenuto conto delle esigenze dei vecchi veterani della serie, ma anche di quelli nuovi accontentando praticamente tutti e facendo divertire praticamente tutto quanto il grande pubblico di appassionati di Dragon Ball. Si trattava di una grande promessa su questo non vi è ombra di dubbio alcuna. Dopo tutto non era affatto facile accontentare milioni e milioni di giovani appassionati, ciascuno con idee e interessi diversi (non tutti guardano la serie di Dragon Ball per le medesime ragioni, intendiamoci). In maniera particolare la Fun Animation decise di essere ben più specifica in tutto questo e disse che per i vecchi veterani ci sarebbero state delle bellissime sorprese, di fatti la Info Grames si sarebbe impegnata a non sconvolgere, ad esempio, i nomi dei vari lottatori e personaggi di Dragon Ball mantenendo intatti i nomi originali nipponici anche se in occidente questi stessi personaggi erano conosciuti con nomi diversi (un esempio pratico lo abbiamo con Mr satan che in America – e solo in America ci terremmo a sottolinearlo – si chiama in maniera completamente diversa). Per quanto riguarda, invece l’utenza di fan nuovi della saga, la Info Grames si sarebbe impegnata a fare in modo che i giochi di sua produzione fossero il più chiari possibili e che presentassero una sorta di trama che avrebbe spiegato bene tutte le cose (anche in tal caso la promessa non venne mantenuta, almeno da parte della Web Foot che in alcuni suoi prodotti si limitò a schiaffare battaglie su battaglie senza la benché minima forma di introduzione dei personaggi e dei fatti lasciando quindi i novizi della saga di Dragon Ball completamente alla deriva costretti ad informarsi sugli accadimenti del cartone animato da fonti esterne).
Per quanto concerne, invece, il compartimento sonoro, la Fun Animation prometteva che le musiche avrebbero pompato parecchio le casse delle nostre televisioni con una ottima conversione anche per quanto concerne il mercato delle console portatili come, ad esempio questa stessa, il G B A. Anche in tal caso non si sapeva bene se fidarsi o meno. La Fun Animation aggiungeva che le musiche dei giochi di Dragon Ball della Info Grames sarebbero state tratte direttamente dalla serie animata americana e quindi la colonna sonora sarebbe stata presa direttamente da lì senza possibilità di scelta. In effetti se dovessimo essere proprio pignoli si potrebbe dire che questo fu l’unico punto che la Info Grames rispettò a pieno in quanto in effetti tutte le musiche di queste serie di giochi fanno esplicito riferimento all’opera di Faulconer, il compositore della colonna sonora di Dragon Ball per chi non lo sapesse. Peccato, però, che nella stragrande maggioranza dei casi tali musiche furono sconvolte e stravolte da orribili remix (adattamenti delle musiche stesse) rivelando la totale incompetenza da parte di Faulconer di andare a rimaneggiare i suoi stessi brani che, per altro noi non abbiamo mai reputato essere delle grandissime musiche di accompagnamento reputandole (perdonate la ripetizione) carine, ma decisamente inferiori rispetto alla colonna sonora originale nipponica che è davvero leggendaria. Ovviamente è nostra intenzione indicar anche le premesse con le quali il nostro Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 si era presentato al grande pubblico.
Vi è da die che questo gioco di ruolo americano su stampo prettamente nipponico giocò bene le sue carte e iniziò a pubblicizzarsi andando sottolineare più e più volte i lati ed i punti di forza del gioco stesso ignorando totalmente quelli negativi. In maniera particolare venne detto ed annunciato che Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 avrebbe presentato un sistema di battagli sullo stile di Zelda un noto gioco di ruolo improntato all’azione della Nintendo. Ovviamente tale notizia fece tanto scalpore in quanto Zelda è sempre stato apprezzato dal pubblico americano per la sua capacità di tenere vivo l’interesse del giocatore con quel suo sistema di battaglia improntato sull’azione pura e semplice. Tutto il combattimento avviene, di fatti, in tempo reale e il giocatore ha anche la possibilità, se pur parecchio limitata, di interagire con lo spazio circostante per esempio buttando nei fossi i mostri o azionando dei pulsanti con la spada colpendo ad esempio un muro o altro.
Certo… il sistema di battaglia di questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 assomigliava parecchio a quello di Zelda, ma in effetti vi erano almeno un paio di aspetti che lo rendevano allo stesso tempo di parecchio differente e quindi poco convincente, ma questa è una cosa che venne scoperta solo in un secondo momento dal pubblico quando era troppo tardi dal momento che l’acquisto era stato già fatto. Inoltre la Info Grames aveva promesso che il compartimento grafico di Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 sarebbe stato quanto di più bello e di sorprendente potesse esistere. In effetti l’idea di inserire degli scenari renderizzati con dei poligoni in pseudo 3 D non era una idea malvagia, ma vi è a dire anche una cosa e cioè che la Weboot non ha mai ricavato grande successo nel presentare una grafica di questo tipo, di fatti il motore grafico del Game Boy Advance risultava essere schiacciato dal numero di calcoli che avrebbe dovuto necessariamente fare nel caso in cui volesse mantenere questa stessa grafica. Sulla grafica ad ogni modo vorremmo parlare meglio e più nei particolari nella sezione apposita ragion per cui per adesso lasciamo perdere e andiamo avanti nella trattazione di questa nostra introduzione dedicata a Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1, un gioco a dir poco simbolico. Tutto quello che abbiamo detto fino ad ora non è fine a se stesso di certo in quanto si dia il caso che fu proprio questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 ad aprire la serie di giochi annunciati dalla Fun Animation e quindi di riflesso anche dalla Info Grames. Se dovessimo essere molto pignoli, ad ogni modo, andrebbe detto che comunque sia, prima di tale progetto ce n’era stato un altro sempre da parte di una sede americana che però si basava non sulla seconda serie di Dargon Ball, ovvero anche quella più famosa, bensì sulla terza, quella tanto criticata di Dragon Ball GT.
Tale gioco si intitolava Dragon Ball GT Final Bout, ma come avremo modo di vedere nella recensione ad esso dedicato, tale gioco faceva un po’ come capitolo a parte nell’universo di queste produzioni prettamente occidentali in quanto si trattò di un titolo isolato a cominciare dal fatto che esso si basava su una serie che praticamente non considerava nessuno e che sebbene tecnicamente e qualitativamente parlando era migliore della seconda era ed è ancora oggi ampiamente criticata da tutti i fan della saga di Son Goku e compagnia bella in quanto viene ritenuta una serie che non sarebbe dovuta semplicemente esistere perché non era stata voluta dallo stesso autore del prodotto originale, ovvero AKira Toriyama. Al di là di tutte queste considerazioni che lasciano un po’ il tempo che trovano e che di certo non servono per darci una chiara idea di come si è evoluto il progetto di questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 che sostanzialmente è la cosa che più ci preme tra tutte in quanto state dopotutto leggendo una introduzione a questo gioco, va aggiunto che di questo Dragon Ball GT: Final Bout furono distribuite ben poche copie e a causa di tutto ciò il gioco stesso divenne seduta stante una specie di piccola grande rarità.
Va detto, quindi, che il primissimo progetto di videogioco dedicato al magico modo di Dragon Ball, ma tipicamente di stampo occidentale interamente prodotto e distribuito in America (e poi in Europa) non si fece affatto conoscere dal grande pubblico il quale considerò tale titolo come una sorta di Piccolo e timido tentativo da parte di Atari di avvicinarsi quanto più possibile al colosso giapponese della Bandai Namco. Fu così, però che, tornando al discorso relativo a questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1, il suddetto gioco uscì in tutti quanti i negozi specializzati dopo qualche mese dagli straordinari annunci fatti da parte di Fun Animation, Info Grames e la stessa Atari. Questa volta il gioco fu distribuito su larga scala e ricordiamo perfettamente che fu anche largamente pubblicizzato e questo non solo in America, ma anche qui in Europa. Si trattava di una grandissima novità che non poteva essere lasciata inosservata per nessuna ragione al mondo! Le copie distribuite che vennero pubblicate furono talmente tante che la gente iniziò seriamente a pensare che questo progetto infondo infondo funzionasse ed in tanti, pur con tutto lo scetticismo che abbiamo visto prima, si lasciarono convincere.
Nel 2002, quindi, i giochi di Dragon Ball prodotti interamente in Occidente iniziarono a vendere ed in gran numero. Tornati a casa riuscimmo a scartare con notevole facilità tutta quanta la confezione di questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 e sempre con grande facilità riuscimmo a farlo partire sulla nostra fedele Game Boy Advance. Di sicuro questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 sapeva presentarsi molto bene in quanto la scena iniziale era davvero ottima per una console piena zeppa di difetti e di limiti come il G B A, ma ci siamo subito chiesti che cosa si celasse dietro quella splendida introduzione che tanto ci ispirava. Ci attendevamo quanto meno un gioco buono (di certo non è nostra abitudine avere alte aspettative nei confronti di un determinato titolo), un titolo che forse non sarebbe passato alla storia per essere il migliore RPG del mondo, ma che comunque sarebbe riuscito a donarci delle belle emozioni. Ricordiamo che iniziammo a giocare con questa speranza nel cuore, ma mano che iniziammo a procedere nel gioco stesso ci accorgemmo che questa nostra speranza andava piano piano svanendo nel nulla in favore di una sensazione ben più spiacevole, ovvero la sensazione di una delusione cocente.
Niente in questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 ci convinceva a pieno e con nostro sommo dispiacere tutto ciò che potevamo fare era fare una lista dei difetti del gioco con accanto le nostre argomentazioni. Il problema è che tale lista non faceva altro che aumentare. Imparammo molto presto da questa stessa esperienza di gioco che purtroppo della Web Foot è bene non fidarsi più di tanto perché sarà anche un’ottima software house per quanto riguarda lo sviluppo di giochi e di titoli per PC interamente in 3D, ma è allo stesso tempo una pessima casa produttrice quando si parla di lavori su console estremamente più limitate nelle proprie potenzialità e su questo credo che nessuno avrebbe da ridire. Aggiungiamoci poi il fatto che nonostante la mediocrità di questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 va detto che questo stesso titolo è indubbiamente quello meglio riuscito tra tutti quelli sviluppati dalla Web Foot stessa (detto questo detto tutto) e capirete bene quanto limitate siano le potenzialità di questa software house.
Dunque facevano bene i fan ad essere estremamente scettici riguardo questo stesso titolo? La nostra risposta a questo punto della nostra recensione potrebbe apparire certamente abbastanza scontata ed anche stupida, se vogliamo, ma va comunque detto che per noi le cose stanno proprio in questo modo. Certo siamo del parere che tornando indietro nel tempo in moltissimi fan si sarebbero risparmiati il fastidio di acquistare questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 o quanto meno avrebbero evitato a tutti i costi di comperare il suddetto gioco a prezzo pieno preferendo attendere la tipica offerta speciale oppure la possibilità di acquistarlo usato oppure ancora la possibilità di poterlo noleggiare o farselo prestare da qualche amico o da qualche conoscente. Con questo non vogliamo di certo sostenere che questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 sia totalmente immeritevole di essere acquistato, ma di certo non vale più di 25-30$ che poi è il prezzo con il quale venivano allora presentati i titoli per G B A.
Ovviamente non è di certo nostra intenzione entrare troppo in merito a tutto questo fatto in quanto queste cose è meglio se le diciamo nelle conclusioni finali alla luce di tutte le argomentazioni che stiamo per presentarvi, però vi basti sapere che partire con aspettative troppo alte nei confronti di questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 potrebbe solo farvi deludere di parecchio riguardo questo stesso gioco. E’ vero… ha un sistema di battaglia che assomiglia vagamente ma proprio vagamente a quello del mitico Zelda, ma siamo lontani anni luce dalla bellezza di Zelda come siamo anni luce lontani dalla perfezione o comunque da un certo livello qualitativo che possa quanto meno permettere a tale titolo di essere ricordato da tutti quanti i fan della serie come una pietra miliare.
Certo, non è come un Dragon Ball Z Tai Ketsu che viene ricordato solo ed esclusivamente per essere uno dei peggiori beat em up della storia del G B A, ma non è stato nemmeno rammentato per la cosa opposta. Insomma, in poche parole ed in buona sostanza avremo modo di vedere come questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 non abbia molto da offrire al giocatore il quale rimane inevitabilmente con l’amaro in bocca. E’ facile, dunque che questo Dragon Ball Z The Legacy of Goku 1 rimanga altamente inosservato? La nostra risposta è, ancora una volta, sì.

