Dragon Ball Z Sagas - Videogioco per Microsoft XBox
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Dragon Ball Z Sagas
Microsoft X Box Videogioco
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1 - Storia
2 - Giocabilità
3 - Controlli dei Personaggi
4 - Voice Acting
5 - Livello di Difficoltà
6 - Compartimento grafico
7 - Compartimento sonoro
8 - Longevità
9 - Considerazioni Finali
10 - Trucchi e segreti
11 - Ottenere tutti gli Upgrade in un colpo solo e senza fatica!
12 - Ottenere l’invincibilità assoluta
13 - La misteriosa Modalità della Stanza a Pendolo!
14 - Pesci di Aprile nascosti
15 - Segreti
16 - Tutti gli Upgrade o Aggiornamenti
L’unico gioco di Dragon Ball Z per X Box sbarca in America!
Introduzione
Dragon Ball Z Sagas, che piaccia o meno, detiene un primato davvero molto interessante e cioè quello di gioco unico uscito per X Box dedicato al mondo creato dalla sapiente penna di Akira Toriyama. Questo dovrebbe forse aiutare a capire come mai questo Dragon Ball Z Sagas abbia fatto così tanto scalpore tanto che i fan della saga non poterono fare a meno di acquistarlo al momento del lancio. Si sa, la X Box non è mai stata una console molto “amichevole” in quanto a giochi che vengono dal Sol Levante, vi basti pensare che solo adesso, con la nuova console, la X Box 360 stanno iniziando ad uscire dei videogiochi localizzati in americano e poi addirittura in europeo che però sono di origine nipponica.
La ragione di questa curiosa situazione sta nel fatto che la X Box è sempre stata considerata dal popolo giapponese una console fatta a posta per l’utenza occidentale e di fatti anche adesso questa stessa console registra stime davvero molto basse a differenza del Nintendo Wii, console di ultimissima generazione che in Giappone ha avuto un successo a dir poco mostruoso, assolutamente senza pari! Torniamo, però, al discorso legato a questo Dragon Ball Z Sagas e vediamo di che cosa si tratta.
Dal momento che, come ho detto prima, i giochi per X Box non hanno mai “tirato” in Sol Levante era del tutto impensabile che la software house nipponica Bandai (adesso Bandai Namco) si prendesse la briga di sviluppare un titolo per questa console che pur avendo le sue potenzialità non avrebbe di certo venduto in Giappone. Per fortuna, però, come forse alcuni di voi già sapranno magari leggendo le nostre passate recensioni, la Bandai non è in realtà l’unica software house che ha prodotto titoli ispirati al mondo di Dragon Ball in quanto ad un certo punto una software house davvero molto importante ed imponente in America, tale Atari (nessun videogiocatore può dire di non conoscere questo colosso ragion per cui non staremo di certo qui a dilungarci nello spiegare chi sia e quali siano i suoi progetti passati, lo troviamo del tutto obsoleto).
La Atari, a sua volta aveva a disposizione parecchie divisioni alle quali assegnò di volta in volta i vari incarichi e i vari titoli. Purtroppo, però, non possiamo dire di certo che dall’America siano usciti fuori dei grandi capolavori tanto che se si volesse andare a trovare un titolo di un certo spessore si dovrebbe retrocedere, se così si può dire, fino ai primi tempi della Play Station 2, periodo durante il quale uscirono i fortunati, ma mai eccelsi Budokai (da non confondere assolutamente con i Budokai Tenka Ichi che sono di origine prettamente nipponica).
Dal momento, però che in questo caso stiamo parlando di questo Dragon Ball Z Sagas diciamo subito che questo videogioco fu prodotto da una divisione abbastanza nuova e recente della Atari e cioè la Avalanche Software la quale si è sempre fatta riconoscere per i suoi titoli dedicati a moltissimi tipi di cartoni animati quali, ad esempio, Chicken Little e i titoli vari della Disney. In un certo qual senso, dunque, potremmo dire che la Avalanche Software si sia fatta carico di una missione davvero molto speciale e cioè quella di donare a tutti i possessori di X Box, la console della Microsoft, almeno un titolo dedicato al magico mondo di Dragon Ball.
In condizioni normali non potremmo fare altro che essere del tutto riconoscenti a questa divisione della Atari, ma ci duole dirlo: questa è una particolare eccezione. Ma andiamo con ordine. Il gioco di Dragon Ball Z Sagas è uscito nel 2005, un anno abbastanza importante per quanto riguarda le produzioni legate ai videogiochi dal momento che le varie software house avevano raggiunto una certa maturità ed anche una notevole familiarità con le potenzialità delle console di appartenenza. In poche parole, dunque, finalmente i vari titoli iniziavano a sfruttare a pieno le potenzialità delle varie console. Naturalmente siccome questo Dragon Ball Z Sagas sarebbe uscito per una console prettamente americana pensata solo ed esclusivamente per il popolo americano la Atari commissionò un beat em up e cioè un picchiaduro.
Come mai proprio un beat em up? La risposta è abbastanza semplice e scontata: questo genere, di fatti, era quello che tirava più in Occidente e quindi si presumeva che il gioco in questione avrebbe riscosso un grande successo solo se fosse stato sviluppato con questo genere. In linea di massima la Avalanche Software lavorò in maniera abbastanza discontinua a questo Dragon Ball Z Sagas andando a concentrarsi particolarmente solo su alcuni aspetti del titolo quali, per esempio, primo tra tutti, la modalità speciale Co Op, una modalità che, come avremo modo di vedere più in avanti permetteva al giocatore di poter affrontare degli amici in duelli di vario genere e tipo (ad esempio singolarmente, uno contro uno oppure in squadra contro un’altra squadra comandata da altri giocatori oppure dalla intelligenza artificiale anche detta A I). tale modalità si dimostrò seduta stante essere davvero molto divertente e questo per almeno un paio di ragioni: la prima è che essa sfruttava davvero tanto il motore grafico della nuova console di casa Microsoft che permetteva delle performance di più alto livello rispetto alle console sue “coetanee” tipo la Play Station 2 e il Game Cube.
La seconda ragione è che grazie a questa modalità ci si poteva divertire davvero molto dal momento che era molto ben progettata. Anche noi quando l’abbiamo provata abbiamo sentito come un brivido proprio perché ci sentivamo quasi dentro il gioco. Anche il sistema complesso di telecamere funzionava alla grande e ci permetteva di poter provare delle grande emozioni sia nelle fasi di battaglia terrestre sia nelle fasi di battaglia (ancora più belle a nostro modesto avviso) aree, quelle, cioè, che si hanno quando i nostri lottatori si alzano in volo usando le loro capacità mentali. Fin qui parrebbe che stessimo per introdurre un gioco di lotta a dir poco fantastico, una specie di piccolo grande capolavoro… e invece ci duole dirlo, così non è. Purtroppo si potrebbe dire che la modalità Co Op inserita minuziosamente dalla Avalanche Software sia praticamente l’unico aspetto positivo esistente in questo titolo che a parte tale modalità non ha moltissimo da offrire.
Se proprio dovessimo, quindi, dire una frase che riassuma in maniera introduttiva, ma anche conclusiva questo stesso titolo, potremmo dire: “Da giocare solo se avete un sacco di amici e potete sfruttare per bene la modalità Co Op, altrimenti da evitare assolutamente!”.
Naturalmente nel 2005 non si sapevano assolutamente tutte queste cose, anzi! Se proprio dovessimo essere onesti ricordiamo ancora con chiarezza il solito hype con il quale la Fun Animation si decise a lanciare l’unico beat em up disponibile per X Box! L’hype, per chi non lo sapesse, è un modo con le quali le varie software house (e produttori) tentano di aumentare l’aspettativa del pubblico nei confronti di un determinato videogioco al fine di fargli vendere un sacco di copie in più.
Questa tipologia di “pubblicità” se così la si può chiamare, venne utilizzata a più riprese da questa società americana non solo per questo Dragon Ball Z Sagas, ma anche per gli altri passati titoli anche se, onestamente parlando, non ha mai ottenuto il successo che sperava in quanto piano piano il pubblico stesso si accorse che prima di acquistare qualcosa dalla Atari si doveva andare con i piedi di piombo. Tutto questo in un paesaggio abbastanza variegato di titoli, un paesaggio, dunque, che permetteva, nel bene o nel male, un certo tipo di scelta. Il problema, però, è che in tal caso la scelta dei titoli era davvero ridotta a zero e questo proprio letteralmente parlando. A parte questo Dragon Ball Z Sagas non c’era praticamente nulla legato al mondo designato da Akira Toriyama ragion per cui questa esclusiva fu sufficiente a mettere praticamente tutti con l’acqua alla gola. In buona sostanza o si acquistava questo Dragon Ball Z Sagas o si rimaneva a bocca asciutta e così in moltissimi decisero di rischiare e di acquistare il titolo in questione anche se con notevole riservo. Tra le altre cose, poi, ricordiamo ancora chiaramente come la Atario si adoperò a fare una pubblicità a dir poco massiccia a questo videogioco ancora prima che uscisse pubblicizzandolo praticamente ovunque: giornali, riviste, televisioni, internet.
La Atari distribuì poi svariati video tipo trailer che erano studiati a tavolino per attirare l’attenzione del grande pubblico andando a coprire totalmente tutti quelli che erano (e che sono ancora oggi) i gravissimi difetti di questo beat em up. Insomma, un po’ perché si trattava dell’unico gioco di Dragon Ball, un po’ perché venne preceduto da un sacco di pubblicità, crebbe nell’utenza un sacco di aspettativa tanto che alcune persone iniziarono addirittura ad urlare al capolavoro pregustandosi un gioco di lotta con la G maiuscola. Noi, in tutto questo caos, ci tenemmo abbastanza neutrali tanto che non ci sbilanciammo mai almeno fino a che non mettemmo le mani su questo stesso titolo, titolo che andò a confermare, più o meno tutti quanti i nostri timori (lo ammettiamo: siamo pessimisti per natura, ma questo è un atteggiamento abbastanza positivo da usare in un mondo come quello dei videogiochi nel quale le delusioni sono praticamente dietro ogni angolo).
Insomma, in poche parole il nostro staff fu uno dei pochissimi che non si fece in alcun modo trasportare dal hype del momento anche perché se lo si avesse seguito le nostre aspettative sarebbero cresciute al tal punto che nemmeno un vero e proprio capolavoro sarebbe stato in grado di poterle soddisfare. Inutile dire che questo Dragon Ball Z Sagas al momento stesso della sua uscita andò a generare una serie di sentimenti del tutto contrastanti. Da un lato, di fatti, avevamo una buona fetta di pubblico che rassegnata, accettava il gioco così come era, mentre dall’altra parte avevamo un pubblico oltre modo deluso, a volte anche arrabbiato, che non accettava che questo fosse l’unico titolo dedicato al mondo di Dragon Ball per X Box. Dopo così tanta e spasmodica attesa era forse questo il massimo che si poteva ottenere da una delle console più “performanti” sul mercato? In molti si posero questa stessa domanda.
Per quello che ci riguarda non credo che potremo mai ottenere una risposta in quanto, come abbiamo appena detto più e più volte Dragon Ball Z Sagas era ed è ancora oggi, l’unico gioco ispirato alle avventure di Son Goku e compagnia bella disponibile sul mercato. Svariati giocatori molto prudenti, tra le altre cose, preferirono di gran lunga non rischiare e così decisero di noleggiare questo Dragon Ball Z Sagas per vedere di che cosa si trattava. La maggior parte di loro non acquistò il titolo in questione, fatta eccezione per i giocatori che riuscirono a sfruttare per bene la modalità Co Op con i propri amici. Noi stessi decidemmo di fare la stessa identica cosa per poter recensire questo titolo. Data la mancanza di grandi contenuti non fu nemmeno tanto difficile “riassumere” il tutto in pochi giorni e così alla fine ci ritrovammo con un gioco del tutto “smembrato” in tutte e sue caratteristiche e segreti nell’arco di meno di una settimana. Ancora oggi non ci pentiamo affatto di non possedere fisicamente una copia di questo Dragon Ball Z Sagas dal momento che, secondo il nostro modesto avviso vi è di molto meglio in giro sul mercato.
Tra le altre cose, poi, se proprio doveste avere dei soldi da spendere dietro ad un gioco per X Box e se possedete la nuova versione della suddetta console allora teneteli da parte visto e considerato che tra non molto uscirà un videogioco per Play Station 3 e X Box 360 tutto nuovo che dubitiamo fortemente possa essere “peggio” di questo Dragon Ball Z Sagas. Naturalmente non è nostra intenzione sparare a zero su un titolo senza nemmeno spiegare perché e per come stiamo dicendo tutto questo. Come al solito in queste pagine troverete un sacco di sezioni dedicate a posta a i vari aspetti di questo stesso titolo come, ad esempio, il compartimento grafico, il compartimento sonoro, la giocabilità, la longevità e moltissimi altri ancora.
Inutile dire che analizzeremo con grandissima cura tutti quanti questi aspetti e vedremo di fare chiarezza in essi. Spiegheremo, dunque, come mai consideriamo questo Dragon Ball Z Sagas un titolo che fa acqua da tutti i pori e andremo a definire tutti quelli che sono i suoi aspetti negativi. Si tratterà, dunque di una recensione molto approfondita per alcuni fin troppo lunga, ma che vuole mettere tutti quanti i puntini sulle “i” a proposito di questo stesso argomento. Se non siete dei grandi lettori o se volete ricevere tutte le risposte alle vostre domande, allora vi suggeriamo di saltare a piè pari tutte quante le sezioni e di leggere il capitolo delle conclusioni finali dal momento che lì tireremo le somme di tutto quello che abbiamo detto nei vari capitoli andandoli, tra le altre cose, a riassumere brevemente. Tornando a parlare della introduzione di questo Dragon Ball Z Sagas prima di addentrarci nel primo aspetto del gioco e cioè la Storia, volevamo specificare un paio di cose davvero molto importanti.
È vero che siamo partiti molto prevenuti nei confronti di questo beat em up, ma di certo non possiamo nascondere che in un primo momento siamo stati abbastanza curiosi nel vedere di che cosa sarebbe stata capace la Avalanche Software. Dopo tutto, di fatti, questa divisione della Atari fino a quel preciso istante non aveva mai lavorato su un progetto del genere. Tutti i suoi progetti passati, di fatti, non ottemperavano affatto giochi tratti dal mondo di Dragon Ball o comunque tratti da un cartone animato giapponese. Tra le altre cose, poi, era passato diverso tempo da quando la Atari non aveva rilasciato un beat em up puro e in un certo qual senso ci auguravamo che il fatto che fosse uscito per una console come la X Box fosse di buon presagio.
A più riprese questo colosso americano aveva, di fatti, dimostrato al grande pubblico di non essere molto capace di di sviluppare titoli di altri generi oltre a quelli sportivi (che non si conciliavano affatto con Dragon Ball) e a quelli di lotta. Più in particolare la Atari prima di questo Dragon Ball Z Sagas aveva compiuto una serie di piccoli grandi esperimenti che si erano rivelati essere dei veri e propri buchi nell’acqua: si trattava, di fatti, di videogiochi sempre ispirati al mondo di Dragon Ball che però erano di tipo Avventura o comunque Azione e in questo caso non ci stiamo ovviamente riferendo alla console X Box, ma a tutte le altre console sue corrispondenti che avevano sì un parco giochi più ampio, ma qualitativamente parlando non sempre alto.
Forse per via del fatto che si trattava di puri e semplici esperimenti va anche aggiunto il fatto che le divisioni della Atari che lavorarono a tali progetti (e ovviamente non si trattava di divisioni che avevano qualcosa a che fare con la Avalanche Software) ci misero davvero una infinità per concludere tutti questi progetti. Queste software house, di fatti, studiarono a fondo un modo, il più possibile efficace per poter riuscire ad ottenere un gioco commerciabile anche se non si trattava di un titolo di lotta, ma proprio a causa di questa eccessiva lentezza l’hype andò piano piano scemando e fu così che alla fine in pochissimi acquistarono questi stessi titoli.
Questa risposta da parte del grande pubblico servì alla Atari per capire un paio di cose davvero molto importanti: la prima è che un gioco per ricevere una risposta buona dalla utenza doveva uscire in maniera assolutamente perentoria senza troppi ritardi ed in tempi il più brevi possibili, la seconda è che il popolo americano proprio non riusciva a soffrire i giochi di Avventura e di Azione occidentali preferendo ancora quelli nipponici. Stiamo dicendo tutto questo di certo non per uscire dal seminato, ma proprio perché è da questi stessi due punti che con ogni probabilità la Atari ordinò un certo tipo di gioco alla divisione Avalanche Software la quale da queste medesime basi finì con il creare questo Dragon Ball Z Sagas. Se proprio dovessimo essere del tutto onesti e “dare a Cesare quel che è di Cesare” si dovrebbe aggiungere che tale divisione non solo rispettò alla lettera i tempi imposti dalla casa madre, ma addirittura stupì tutti quanti visto e considerato che questo Dragon Ball Z Sagas uscì ancora prima del previsto. Dopo svariati mesi durante i quali i giocatori erano costretti al costante supplizio dell’attesa di un gioco d Dragon Ball che non usciva praticamente mai questo beat em up pareva essere un dono sceso dal cielo per deliziare il pubblico felice possessore della console della X Box.
Peccato che adesso, a distanza di circa 3 anni dall’uscita di questo titolo, in moltissimi si staranno chiedendo se per caso un po’ più di tempo in più dedicato alla programmazione di questo stesso titolo non sarebbe stato un buon metodo per aumentare la qualità generale di un gioco di lotta altamente discutibile come questo. Anche in tal caso non possiamo dare una risposta definitiva dal momento che “con i se e con i ma la storia non si fa”, ma possiamo comunque sia andare a stilare una sorta di ipotesi andando ad analizzare i vari aspetti di questo a cominciare, come abbiamo preannunciato in precedenza dalla storia che forse non è l’elemento più importante e vitale in assoluto in un gioco di lotta, ma che comunque resta pur sempre piuttosto importante e quindi degno di essere recensito e analizzato con la dovuta cura.

